Pubblicato il: 23 Ottobre 2024
EEAT è un acronimo ideato da Google per definire i parametri per valutare la qualità dei contenuti di un sito web. Questo principio viene espresso nel documento dedicato ai Quality Rater, le persone che valutano i portali, e hanno un particolare impatto per i settori YMYL. Ovvero quelli dedicati alla salute e alla finanze delle persone che usano Google.
Per essere primi su Google (e rimanerci per molto tempo) non si può ignorare il concetto di EEAT, ovvero l’acronimo reso noto da Mountain View attraverso il famoso PDF dedicato ai valutatori umani che scansionano il web per giudicare la qualità dei portali. Puoi trovare questo prezioso documento online, basta andare su static.googleusercontent.com e iniziare a tradurre dall’inglese. Cosa trovi in questo testo?

Tanti esempi legati al come Google considera i contenuti online e poi c’è un acronimo ricorrete. Anzi, ne troviamo due: EEAT e YMYL che sono strettamente collegati. Vuoi approfondire l’argomento e iniziare a capire come opera un’agenzia SEO professionale quando deve creare dei contenuti per i clienti?
Indice
Cos’è e cosa significa EEAT per Google?
EEAT è un acronimo che sta per Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness. Vale a dire esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. In passato c’era una voce in meno, e si parlava solo di Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness. Dal 2022 si è aggiunta anche Experience.
Ma cosa indicano queste voci? In pratica, sono dei pilastri che Google utilizza in modo dinamico per capire se un contenuto è attendibile e qualitativamente affidabile. Soprattutto quando si opera in settori molto delicati come, ad esempio, quelli relativi alla salute e alle finanze. In questo caso parliamo di Your Money Or Your LIfe.
Some topics have a high risk of harm because content about these topics could significantly impact the health, financial stability, or safety of people, or the welfare or well-being of society. We call these topics Your Money or Your Life or YMYL.
Alcuni argomenti, secondo Google, presentano un alto rischio per i clienti che cercano informazioni. Questo perché i contenuti relativi a questi temi potrebbero influenzare in modo significativo la salute, la stabilità finanziaria o la sicurezza delle persone. Quindi questi sono gli argomenti Your Money or Your Life o YMYL. Le pagine dedicati ad argomenti del genere richiedono il massimo rigore nella valutazione della qualità.
Quali sono gli elementi del paradigma EEAT?
Come anticipato, la sigla EEAT di Google racchiude la presenza di alcuni parametri decisivi per valutare le pagine web. Stiamo parlando di 4 pilastri essenziali che ogni esperto SEO dovrebbe sempre valutare nel momento in cui analizza, crea e ottimizza una pagina web. Di cosa stiamo parlando esattamente?
Experience
Considera che è importante l’esperienza diretta di ciò che descrivi in un documento web. Il creatore del contenuto deve metterci la sua parte, ciò che ha vissuto in primo piano per rendere un prodotto valido.
Molte tipologie di pagine web raggiungono bene il loro scopo anche quando non hanno questo fattore in evidenza, altre invece hanno una marcia in più se sono create da persone con una ricca esperienza personale. Questo vale, ad esempio, se pubblico una recensione di un prodotto: se comunico la mia esperienza personale e dimostro che ho usato effettivamente questo bene c’è un valore aggiunto.
Expertise
Parliamo dell’esperienza diretta dell’autore riguardo al tema trattato. Il principio è abbastanza logico: Google tende ad attribuire un determinato valore a contenuti realizzati da persone che hanno competenze specifiche.
Almeno rispetto a chi non presenta dei titoli adeguati. Questo è vero in quei settori in cui c’è grande divario tra chi ha o meno le conoscenze, come ad esempio il settore medico. Di chi ti fidi quando cerchi informazioni su come curare una carie: di un web writer qualsiasi o di un dentista con anni di esperienza certificati e verificati?
Authoritativeness
L’autorevolezza è un ingrediente fondamentale dell’equilibrio EEAT di Google. Se una fonte è credibile c’è maggior fiducia e Google premia chi diventa un punto di riferimento per un determinato settore.
Questo si ottiene attraverso attività differenti, che riguardano sia la struttura del sito web che i segnali esterni che contribuiscono a considerare la tua brand identity come un elemento di autorevolezza all’interno dello scenario collettivo. Ad esempio, quando voglio informarmi su un tema medico consulto i portali dei grandi ospedali o del governo e non le testate sensazionalistiche, magari con titoli click baiting.
Trustworthiness
La fiducia è il pero centrale, è l’elemento più importante della famiglia EEAT e tutti gli elementi contribuiscono a rinforzare questo principio che è quello della credibilità che può avere un sito web su Google.
Anche per questo può essere considerato l’elemento più difficile da inquadrare, influenzato da ciò che il proprietario dice di sé (utilizzando determinati mezzi come la pagina chi siamo) e le opinioni di terze parti.
Come ottimizzare gli EEAT per la SEO on-page
Uno degli errori più gravi che commettono i consulenti SEO: ipotizzare un singolo elemento da modificare per migliorare un contenuto o un sito web in ottica EEAT. In realtà non si tratta di un singolo fattore di posizionamento – come potrebbe essere il tag title o la sitemap – e neanche si tratta di un obbligo che deve essere rispettato in misura simile per tutte le tipologie di portali presenti online.
Il processo che ti porta a essere più autorevole e credibile agli occhi di Google è strutturato, da affrontare con una strategia olistica da portare avanti nel corso dei mesi. Anzi, degli anni.
Anni durante i quali costruisci un brand autorevole, lavori sulla comunicazione efficace e fai in modo che il tuo nome (al quale è collegato il sito web) sia associato con valori positivi a un determinato focus. D’altro canto, ci sono alcuni passaggi che puoi seguire per comunicare in modo efficace – sia a Google che al pubblico – dei parametri fondamentali per chiarire alcuni valori fondamentali per l’ottimizzazione SEO in chiave EEAT.
Cosa dice il sito o l’autore di sé
Il primo punto da ottimizzare: devi fare in modo che sul sito web ci siano tutte le informazioni necessarie per comunicare esperienza, autorevolezza e competenza. Quindi, non andare online senza una pagina chi siamo, aggiungi sempre una sezione contatti e compila anche tutti i dati necessari nel footer.
Se hai un blog – e ti consiglio di crearne uno se vuoi farti trovare su Google – aggiungi un box autore con informazioni sulla sua esperienza in un settore inserendo anche link a curriculum e profilo LinkedIn.
Vuoi creare un blog SEO friendly?
Contattaci subito
Gli elementi visibili su una pagina web
Fai capire subito chi sei, cosa fai e cosa dicono le persone di te. Un video con recensioni dei tuoi clienti migliori, un box con le valutazioni di chi ti ha già scelto, degli attestati che dimostrano la tua esperienza in un campo: questi elementi possono essere di rapido aiuto a chi cerca informazioni sul tuo conto.
Pensa anche a un sito web dedicato a cure mediche: è vero che bisogna sempre citare le fonti, ma in questi casi potrebbe essere utile utilizzare una sezione degli articoli nella quale fai una lista bibliografica e sitografica delle soluzioni che hai utilizzato per realizzare il contenuto che hai confezionato. Inoltre, potresti inserire dei badge che fanno riferimento a comunità scientifiche accreditate.

Un buon esempio che fonde il primo e il secondo pubblico è questo box dedicato a fonti bibliografiche e autore di un blog di odontoiatria. Nello specifico, notiamo riferimenti a ricerche e articoli citati utilizzando il metodo tipico delle pubblicazioni scientifiche. Poi ci sono link a fonti di riferimento e una sezione autore completa, dettagliata, con link.
Cosa dicono gli altri del brand
Recensioni indipendenti, citazioni, segnali che permettono di valutare le opinioni che la rete ha di un determinato brand. Così come si lavora sui segnali online, si possono attivare una serie di azioni per collegare il proprio nome a valori positivi. Ad esempio, partecipando a eventi e congressi di rilievo.
O magari agevolando la pubblicazione di interviste, podcast e video che vedono il tuo nome protagonista. Ovviamente, queste menzioni devono essere di qualità e in linea con il tuo topic.
Da leggere: come sviluppare una brand identity
Chi mi aiuta in questo percorso EEAT?
Solo una pianificazione strutturata ti può supportare in questo percorso. Un’agenzia di marketing e comunicazione come Maddl ti aiuta a lavorare su tutti i fronti, dalla realizzazione e-commerce e siti web professionali all’ottimizzazione SEO, fino alla creazione di una brand identity allineata, coordinata.

