Pubblicato il: 3 Luglio 2024
Per recuperare i carrelli abbandonati di un e-commerce puoi usare le sponsorizzate Facebook e Google Ads, senza dimenticare il lavoro di e-mail marketing e l’aggiunta di banner o pop-up per evitare che l’utente lasci il sito internet rivolto alla vendita.
Realizzare un e-commerce vuol dire anche vendere di più, aiutare il sito web ad aumentare le conversioni, ecco perché devi scoprire come recuperare i carrelli abbandonati. Perché questa è una vera e propria piaga di un negozio online: molti sono gli utenti che scoprono il tuo shop digitale, navigano tra le pagine web e alla fine decidono di non acquistare. Per quale motivo? Purtroppo ce ne sono tanti, dopo li affronteremo.

Però devi sapere che le ragioni che portano all’abbandono dei carrelli sono tante e riguardano soprattutto l’user experience – per questo la progettazione di un sito per vendere è importante. D’altro canto, devi sapere che alcune dinamiche sono intrinseche alla vendita online: non puoi abbattere definitivamente il fenomeno dei carrelli non terminati. Però puoi trovare il modo per ridurli e recuperare chi ha iniziato ad acquistare.
Indice
Perché si abbandonano i carrelli e-commerce?
Come anticipato, questa è una dinamica innata all’interno di un sito di vendita. È un diritto dell’utente ripensarci e può farlo in qualsiasi momento. Ciò che tu devi evitare è che avvenga a causa di un problema tecnico.
Prima di capire come recuperare i carrelli abbandonati devi scoprire perché avviene questo. Secondo Statista, in America il problema è prima di tutto strategico: i costi di spedizione sono troppo alti.

Nelle varie analisi dei motivi per cui le persone abbandonano il checkout ci sarà sempre questo punto. Perché a nessuno fa piacere scoprire il prezzo da affrontare è lievitato senza nessun avviso preventivo.
All’improvviso, mentre stai per pagare ti rendi conto che ci sono le spese di spedizione che fanno aumentare il prezzo. Quindi non acquisti. Poi ci sono una serie di ragioni tecniche: il codice sconto non funziona, devo inserire di nuovo il metodo di pagamento, o magari le informazioni per spedire il prodotto. Ecco perché prima di recuperare i carrelli devi fare in modo che non sia necessario farlo (il che è ancora più conveniente).
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Come prevenire l’abbandono dei carrelli online
Ci sono diversi passaggi tecnici e strategici da mettere in campo per evitare che i carrelli vengano lasciati a metà. In primo luogo devi assicurarti che il sito web sia veloce e affidabile. Niente rallentamenti o fasi di down: il portale deve essere sempre online e scattante. In questa fase conta molto il server utilizzato, l’hosting.
Però anche la progettazione tecnica delle pagine web nella fase di checkout fa la sua parte. Inoltre, devi assicurarti che il design non crei ostacoli e che il percorso di checkout sia semplice e affidabile.
Non devono esserci informazioni superflue e che vengono chieste aumentando le frizioni. Altro problema che frena il percorso: all’improvviso, comunichi che per completare l’acquisto devi iscriverti e creare un account. Questo ha lo stesso effetto di una comunicazione a tradimento dei costi di spedizione.
Se vuoi evitare i carrelli abbandonati, devi consentire la conversione anche a chi non ha un profilo e devi sempre comunicare in anticipo i costi di spedizione. Se puoi, eliminali completamente (lo so, non è facile).
Ancora un dettaglio? Uno dei metodi per evitare l’abbandono dei carrelli: creare un sistema di showrooming e webrooming, se hai un negozio fisico puoi consentire agli utenti di acquistare online ciò che hanno visto e provato nel punto vendita fisico. E viceversa, ritirare in negozio ciò che è stato comprato sul web.
3 soluzioni per recuperare i carrelli abbandonati
La percentuale dei carrelli abbandonati è del 70,19% secondo lo studio di Baymard. Il 48% degli utenti abbandona il portale a causa di costi extra che arrivano all’improvviso sul conto finale ma questa decisione riguarda i tempi di spedizione, le forzature nel creare un account, le difficoltà nel completare l’acquisto.
“22% of US online shoppers have abandoned an order in the past quarter solely due to a too long / complicated checkout process”.
Sorpresa: anche la credibilità del portale è importante. Una volta risolti questi punti, resta una parte dei clienti che abbandona il carrello perché ci ripensa. Però puoi comunque recuperarli. In che modo?
Advertising
Uno dei metodi fondamentali per recuperare i carrelli abbandonati porta il nome di retargeting. Ovvero le attività di advertising online che tracciano il comportamento degli utenti e creano delle inserzioni dinamiche in grado di proporre contenuti già visualizzati. In modo da far leva sulle indecisioni ancora in atto.
Puoi avviare un percorso di retargeting sulle principali piattaforme di pubblicità digitale, in particolar modo grazie a Meta e Google Ads. Quindi puoi creare delle sponsorizzate su Facebook e Instagram in grado di ripercorrere i percorsi dell’utente e mostrare quel prodotto lasciato nel carrello e-commerce.
Lo stesso vale per la pubblicità display sul canale Google. Ovviamente, in questi casi è importante allineare il tuo sito web alle regole della privacy e del GDPR perché stai tracciando il comportamento degli utenti.
Ma con una campagna advertising ben strutturata in termini di retargeting puoi fare la differenza e guadagnare di più con il tuo e-commerce. Ecco perché è utile avere un esperto di advertising al tuo fianco.
E-mail marketing
Passiamo ora al remarketing. Ovvero al lavoro di recupero carrelli e-commerce attraverso l’invio di posta elettronica. L’email marketing non serve solo a inviare newsletter o DEM: puoi sfruttare questo campo (come mostrato nel video tutorial) anche per fare in modo che ci sia continuità negli acquisti del tuo shop online.
Cosa scrivere nell’email? Puoi ricordare all’utente che ci sono dei prodotti nel carrello che ha dimenticato e che forse se fa passare troppo tempo si potrebbero perdere perché altri utenti stanno guardando quel prodotto.
Ricorda che con un buon lavoro di email marketing per e-commerce puoi fare anche cross selling e up selling. Ovvero, proporre all’utente dei prodotti di classe superiore o correlati. Ecco perché è fondamentale riuscire a ottenere il contatto email del tuo cliente: senza, sarebbe impossibile questo lavoro strategico.
Pop-up
C’è un ultimo tentativo da fare quando vuoi recuperare un carrello abbandonato: aggiungere dei pop-up dinamici in grado di fermare l’utente prima di lasciare il sito web. Esistono dei plugin per WooCommerce (solo per fare un esempio, sono disponibili anche per altri CMS) che riconoscono il movimento del mouse.
Soprattutto quando è in procinto di chiudere la schermata durante il checkout. In questi casi puoi far apparire un messaggio che cerca di persuadere l’utente e convincerlo a continuare l’acquisto. Ad esempio proponendo uno sconto, un coupon o altro. Gioca tutte le tue carte per non perdere una vendita utile.
Da leggere: come si fa pubblicità online, tecniche e tipologie di advertising su internet
Vuoi ridurre il Cart Abandonment Rate sul serio?
La soluzione è semplice: devi affidarti a un’agenzia che si occupi di ogni dettaglio, dalla progettazione del sito web alla realizzazione di campagne sponsorizzate in grado di recuperare i clienti persi.
La combinazione virtuosa tra campagne sponsorizzate di retargeting e un approccio capace di prevenire l’abbandono è la svolta per aumentare sensibilmente le vendite e i profitti del tuo shop online.

