Pubblicato il: 27 Maggio 2026
Il vibe coding applicato allo sviluppo dei siti web ti permette di bypassare la scrittura manuale di HTML, CSS, PHP o JavaScript attraverso la guida degli agenti di intelligenza artificiale. Per un imprenditore, questo significa ridurre i tempi di lancio, spostando il focus dell’investimento dalla risoluzione dei problemi tecnici alla definizione dell’UX e delle conversioni.
Forse non hai mai sentito parlare finora di vibe coding ma ti assicuro che per chi si occupa dello sviluppo web e della realizzazione di ecommerce o portali più o meno grandi è una soluzione veramente interessante. Come cliente finale, forse questo è un dettaglio che non ti interessa troppo ma per noi è importante coinvolgerti.

Se dobbiamo creare un progetto web per un imprenditore, vogliamo che quest’ultimo sia consapevole fino in fondo delle scelte strategiche messe in campo per realizzare il miglior sito web possibile. Questo significa anche mettere da parte i dogmatismi e scegliere il miglior sistema possibile per sviluppare un prodotto. In questo scenario, il vibe coding può essere una soluzione utile per tutti. Vuoi approfondire?
Indice
Cos’è il vibe coding, una definizione tecnica
Il vibe coding è un approccio allo sviluppo – sia dei software che dei siti web – in cui il professionista non scrive manualmente il codice. Utilizza un LLM, quindi uno strumento di intelligenza artificiale come Claude che è molto competente sul tema, per generare il risultato sempre e solo attraverso indicazioni di alto profilo.
Valutando, in questo modo, il risultato rispetto alla logica di business – sì, parliamo di conversioni – e alla correttezza dei risultati. Per un imprenditore, questo cambio di paradigma si traduce nella possibilità di lanciare siti web a una velocità un tempo impensabile, trasformando il programmatore in un decisore strategico.
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Gli errori interpretativi rispetto al vibe coding
Questo è un fatto: l’avvento dei modelli linguistici e degli agenti autonomi ha dato vita a quello che gli esperti del settore definiscono vibe coding. Il termine, introdotto nel dibattito online da figure di spicco dell’intelligenza artificiale come Andrej Karpathy, delinea uno sviluppo web in cui il professionista umano non digita stringhe di codice: delega l’intera esecuzione pratica a un assistente AI come Claude, Gemini e ChatGPT.
A questo punto si infiamma la discussione: e perché, quindi, ho bisogno di uno sviluppatore – o meglio ancora dell’intera web agency – per realizzare un sito web se mi basta un prompt per fare tutto? I rischi di un approccio non guidato e ottimizzato – in una parola, supervisionato – da chi conosce il linguaggio di programmazione come l’alfabeto sono tanti. E potrebbero costarti caro. Dopo li analizzeremo.
Per ora basta dire questo: il vibe coding non è un modo per lesinare sullo sviluppo del sito web, non è una scorciatoia per ottenere siti belli a costo zero e per dare all’imprenditore la possibilità di abbattere un costo.
Questo lo potevi fare anche prima. Incassando risultati scadenti che dopo qualche mese portavano zero risultati e ti davano l’assist per dire: “la promozione web non funziona”. Certo, non funziona quando non investi nelle giuste attività: abbiamo decine di case study di digital marketing che testimoniano il contrario.
Il processo per realizzare un sito web aziendale
In passato, gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale, in ambito sviluppo, si limitavano a generare blocchi isolati di testo o codice da copiare e incollare. Oggi non è più così, puoi ottenere grandi risultati in modo da operare sull’intera struttura del sito web senza perdere di vista l’omogeneità del progetto. Alla base, però, c’è un percorso ben definito che ti consente di mantenere sempre alta la qualità dell’output. Il flusso di lavoro si sviluppa attraverso passaggi logici ben definiti:
- Pianificazione concettuale: lo sviluppatore non parte da zero. Studia, organizza, decide insieme al team SEO e al reparto vendite dell’azienda cosa serve, quali sono le funzioni necessarie, in che modo deve strutturarsi il sito web.
- Richiesta articolata: descrive al sistema le caratteristiche del sito web, specificando le sezioni necessarie, le integrazioni richieste (ad esempio con un sistema CRM aziendale o un gateway di pagamento) e l’identità visiva del brand.
- Sviluppo interattivo: l’agente AI genera l’architettura delle pagine, scrive i fogli di stile, configura i database per la gestione dei prodotti o dei contenuti e implementa le animazioni. Nel frattempo, lo sviluppatore dirige e corregge la rotta.
- Affinamento dell’esperienza: si valuta il sito direttamente in un ambiente di prova e, basandosi sull’interazione in tempo reale e sulle proprie impressioni, lo sviluppatore individua modifiche strutturali, spostamenti di elementi o correzioni grafiche.
Il tutto avviene attraverso applicazioni di intelligenza artificiale. Questo approccio riduce le barriere comunicative dei progetti web tradizionali, dove la traduzione di un’idea di business in codice richiede spesso numerosi passaggi tra il team di marketing e quello di sviluppo.
Quali sono i vantaggi essenziali di questo approccio?
Per imprenditori e digital manager, in sintesi per un’azienda che vuole essere presente online, adottare questa metodologia significa trasformare il sito internet da centro di costo a lungo termine a un asset dinamico, capace di adattarsi istantaneamente alle risposte del mercato.
Validazione immediata del progetto
La possibilità di vedere una piattaforma web attiva e funzionante in tempi rapidi cambia le regole della validazione commerciale. Un’impresa può testare il lancio di un nuovo servizio o di una linea di prodotti creando landing page avanzate e sistemi di prenotazione reali, riducendo i mesi di attesa legati ai preventivi.
Superamento dei limiti dei template rigidi
Per contenere i costi, molte attività si sono affidate a temi già pronti (e piuttosto banali). Accettando quindi dei compromessi sulla funzionalità o sull’originalità del design. Noi abbiamo sempre lavorato, quando possibile, con importanti personalizzazioni creando codice personalizzato.
Ma il vibe coding è un’alternativa, un modo per superare questa rigidità: l’AI genera codice personalizzato su richiesta, è possibile ottenere funzionalità su misura senza i costi proibitivi dei flussi di sviluppo tradizionali.
Maggiore autonomia operativa
Il team di marketing può proporre modifiche strutturali al sito o integrare nuovi strumenti di tracciamento e automazione senza dover rivoluzionare tutto. E inimicarsi il reparto tecnico. In questo modo puoi eliminare i colli di bottiglia che spesso rallentano le campagne che hai creato con Google Ads e Facebook Advertising.
Quali sono i difetti di questo metodo?
Il primo punto da sottolineare è la trappola dell’apparente semplicità. Vibe coding non significa faccio tutto con l’AI e non ho bisogno dello sviluppatore e neanche della SEO e del copywriting. Tutto questo rimane ma si velocizza, pensare di poter fare a meno di tutte le maestranze può portare a una serie di problemi.
| Aspetto critico | Rischio dell’automazione | Soluzione strategica |
| Ottimizzazione SEO | Generazione di strutture di pagina scorrette, tag d’intestazione disorganizzati o assenza di dati strutturati. | Definizione preventiva dei requisiti SEO all’interno delle istruzioni fornite all’agente AI. |
| Performance di caricamento | Accumulo di codice ridondante o fogli di stile troppo pesanti, con impatto negativo sui Core Web Vitals. | Monitoraggio costante con strumenti di analisi esterni e richieste specifiche di pulizia del codice. |
| Sicurezza dei dati | Configurazione errata dei permessi di accesso, moduli di contatto vulnerabili a intrusioni o falle nei sistemi di pagamento. | Utilizzo di piattaforme standardizzate per la gestione delle transazioni e audit di sicurezza umani prima della pubblicazione. |
| Manutenzione futura | Creazione di codice difficile da interpretare per un programmatore umano in caso di futuri ampliamenti. | Richiesta di documentazione interna chiara e commentata durante la generazione del sito da parte dell’AI. |
La figura del web developer non scompare, ma si evolve in un ruolo di controllo qualità e ottimizzazione avanzata. Un occhio esperto rimane indispensabile per validare la pulizia del codice prima del passaggio sul dominio definitivo. Lo stesso vale per tutte le altre figure del team.
Considera, ad esempio, lo sviluppo del sito web pensato per vendere: le variabili in campo sono infinite e affidarle all’intelligenza artificiale vuol dire rischiare il tracollo. Ma anche salatissime multe. La generazione di moduli di raccolta dati o di piattaforme e-commerce deve rispettare le normative del GDPR e le linee guida sui diritti dei consumatori. Assicurati che l’architettura dei dati generata dall’AI preveda il salvataggio delle informazioni in server sicuri e conformi.
Quindi, possiamo fidarci del vibe coding?
In poche parole: sì se il processo viene gestito da chi già conosce il mondo dello sviluppo. Senza questo timone, il lavoro rischia di essere destinato alla mediocrità e all’invisibilità. Il vibe coding, lavorando direttamente sulla generazione del codice sorgente attraverso il linguaggio naturale, offre libertà di personalizzazione.
Ma se non sai cosa fare – quale opzione preferire, cosa validare e cosa, invece, rifare – non puoi pubblicare. A meno che tu non voglia correre il rischio di dover tirare in barca i remi dopo pochi mesi di tentativi affannosi.

