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Come fare l’ottimizzazione SEO di un sito web

Pubblicato il: 9 Gennaio 2024 Autore: Maddl

L’ottimizzazione SEO racchiude le strategie e le tecniche utili per posizionare un sito web nelle prime posizioni di Google. Questo avviene grazie ad attività svolte sulle pagine web, nella struttura del portale e con l’acquisizione di backlink.


Ogni sito web sa bene che per intercettare nuovi clienti sul web deve puntare sul posizionamento organico. Ovvero non spinto dalla pubblicità ma legato alla qualità intrinseca del contenuto.

ottimizzazione SEO

Il lavoro di ottimizzazione SEO punta proprio a questo: definire nodi strategici per capire quali sono le strade da seguire e applicare le tecniche per raggiungere gli obiettivi. Che, ovviamente, devono essere realistici, facili da registrare e monitorare. Ma quali sono le attività SEO da applicare?

Prima di elencare le strategie di search engine optimization per ottenere il posizionamento su Google e su altri motori di ricerca (come Bing) dobbiamo dare una definizione del contesto.

Cos’è la SEO, una spiegazione semplice

Per comprendere il lavoro di ottimizzazione SEO per i motori di ricerca in grado di posizionare un sito web in alto su Google dobbiamo prima chiarire questo concetto. La SEO (acronimo di Search Engine Optimization) è l’insieme di interventi tecnici per migliorare il ranking nelle SERP. Obiettivo?

Consigli per ingaggiare uno specialista SEO.

Attraverso la SEO cerchiamo di guadagnare visibilità nelle pagine che restituiscono i risultati di ricerca. In questo modo aumentiamo le probabilità di farci trovare dai potenziali clienti interessati. L’attività di SEO per un sito web o un e-commerce si divide in due grandi filoni:

  • SEO on-page.
  • SEO off-page.

Il primo segmento comprende tutte le azioni che puntano all’ottimizzazione SEO che possono applicare al sito web. In alcuni casi si introduce anche la categoria on-site per indicare la differenza tra azioni svolte sulle singole pagine e sulla struttura del sito internet.

L’ottimizzazione SEO off-page, invece, raccoglie tutte le attività per acquisire link in entrata, menzioni e citazioni. Ovvero segnali che lo stesso Google indica come utili per aumentare il posizionamento nelle SERP. In questi casi possiamo includere l’acquisizione di nuove recensioni sulla pagina aziendale (ex Google My Business) che hanno un grande valore in termini di local SEO.

Qual è la differenza tra SEO, SEA e SEM

Se stiamo parlando di definizioni dell’ottimizzazione SEO dobbiamo citare le materie limitrofe. Come ad esempio la SEA, ovvero il search engine advertising. Vale a dire il lavoro che svolgo per promuovere un sito web su Google (o altri motori di ricerca) con le sponsorizzate.

Mentre la SEO è un lavoro organico, ovvero legato al merito qualitativo del contenuto, il SEA investe sui risultati a pagamento. Sono due facce della stessa medaglia, ovvero il SEM: search engine marketing, tutto ciò che mi consente di acquisire visibilità sui motori di ricerca. Mi conviene fare SEO o SEA? Non esiste la risposta giusta, sono due aspetti da valutare e coniugare o bypassare.

Che significa ottimizzazione SEO di un sito?

Significa intervenire sulla scrittura dei contenuti e sul perfezionamento degli elementi dell’ottimizzazione on-page. Ma devi puntare sulla soddisfazione dell’intento di ricerca.

Oggi, i fattori di ranking diretti e indiretti sfociano in materie limitrofe e abbracciano settori anche molto differenti. Il concetto base è sempre quello di offrire il miglior contenuto possibile per rispondere alle esigenze del pubblico. Nello specifico, Google parla di benefical pourpose:

Every page on the Internet is created for a purpose, or for multiple purposes. Most pages are created to be helpful for people, thus having a beneficial purpose. Some pages are created merely to make money, with little or no effort to help people. Some pages are even created to harm users. The first step in understanding a page is figuring out its purpose.

static.googleusercontent.com

Secondo Mountain View, ogni pagina web ha uno o più scopi: se viene creata per essere utile alle persone ha uno scopo benefico. E questo deve essere il punto di partenza per ogni ottimizzazione SEO di pagine, siti web ed e-commerce. Ma anche video, schede Amazon e tutto ciò che può aver bisogno di un lavoro capace di scalare una SERP e posizionarsi nei primi risultati per aumentare:

  • Traffico.
  • Clienti.
  • Fatturato.

Quindi, cosa vuol dire fare ottimizzazione SEO? Non cercare di raggiungere il posizionamento con il maggior numero di ricerche mensili (operazione vanitosa, spesso inutile e molto costosa) ma aiutare un business a farsi trovare dalle persone giusto per aumentare il profitto.

Perché è importante fare ottimizzazione SEO?

In primo luogo dobbiamo sottolineare che non tutti i siti web hanno bisogno di un’ottimizzazione strategica per i motori di ricerca, e conquistare posizioni specifiche per determinate keyword.

Anche i progetti piccoli hanno bisogno di alcune attenzioni in ottica SEO. Ecco perché è importante fare ottimizzazione: puoi intercettare, nel miglior modo possibile, i potenziali clienti.

Un esempio di SERP che mostra i risultati SEO che vede il nostro sito web in prima posizione

Sia quelli che cercano il tuo nome brand, magari letto o ascoltato altrove, sia i contatti che ancora non ti conoscono e digitano delle ricerche collegate alla tua attività. Facciamo un esempio di ottimizzazione SEO e dei relativi risultati in ottica di posizionamento organico nella SERP.

Se cerco “realizzazione e-commerce” su Google sarà compito nostro fare in modo che la pagina del nostro servizio si posiziona nei primi risultati. In questo modo possiamo attirare i click di chi ha bisogno di questo servizio. Non a caso l’ottimizzazione SEO rientra nelle attività di inbound marketing, nella prima fase di un funnel in cui abbiamo bisogno di intercettare i nuovi lead.

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Come ottimizzare per i motori di ricerca

troppo spesso l’idea di ottimizzazione SEO dei siti web si ferma alla semplice compilazione del tag title, della meta description e del testo alternative per le immagini. Tutto giusto, ma c’è di più.

Il lavoro di search engine optimization di un sito web ha spesso dei costi elevati perché abbraccia delle dinamiche che vanno oltre la SEO tecnica e puntano verso la strategia di marketing. Cerchiamo di capire insieme quali sono i vari snodi necessari per fare ottimizzazione SEO di un sito web.

Analisi di mercato

Prima dell’ottimizzazione SEO del sito web hai bisogno di una riflessione sul mercato di riferimento. Ad esempio, devi approfondire il target a cui ti rivolgi, i competitor, l’evoluzione della domanda e la qualità del prodotto/servizio offerto. Questo passaggio è decisivo anche per capire se effettivamente serve un lavoro di ottimizzazione della search engine optimization.

Ad esempio, se in una nicchia mi rendo conto che il mercato è saturo sarà difficile ottenere dei risultati con la migliore ottimizzazione SEO. E se ci sono dei competitor di alto livello la mia strategia sarà diversa: non punterò alle ricerche più allettanti ma lavorerò sulle query a coda lunga.

Ovvero le long tail keyword: ricerche con tre o più parole. Quindi, come puoi facilmente intuire, l’ottimizzazione SEO di un sito web deve essere preceduta da un lavoro di analisi e studio.

Keyword research

Altro passo decisivo per fare ottimizzazione SEO di un sito web: la ricerca delle parole chiave. Ovvero i termini che le persone digitano per trovare informazioni. Sappiamo che esistono, in linea di massima, 4 tipi di intenzioni dietro la digitazione di una query su Google, Bing, Yahoo! e simili:

  • Navigazionale: voglio raggiungere quel sito.
  • Informativa: ho bisogno di informazioni.
  • Transazionale: voglio acquistare questo.
  • Commerciale: raccolgo informazioni prima dell’acquisto.

Fare un buon lavoro di keyword research ti consente di capire quali sono gli obiettivi per intercettare nuovi clienti, sia con ricerche che comprendono già il bisogno di acquistare qualcosa che con domande che ancora non nascondono un intento commerciale. Ma che possono portare traffico virtuoso e far conoscere il tuo brand a un pubblico di qualità. Da qui puoi iniziare a:

  • Fare retargeting/remarketing.
  • Alimentare la lead generation.
  • Portare traffico sulle landing page.

Come fare keyword research? Attraverso strumenti come Seozoom, Semrush e Ahref: questi SEO tool ti consentono di lavorare sulla ricerca delle parole chiave e l’analisi dei competitor. Da qui estrapoli le parole chiave con le quali si posizionano e le inserisci nel tuo documento di analisi.

Struttura del sito

Iniziamo a far fruttare il percorso svolto con la keyword research attraverso un lavoro che ti permette di ottenere l’alberatura del futuro portale. Grazie alla ricerca delle parole chiave abbiamo scoperto quali sono le esigenze del pubblico che possiamo/vogliamo soddisfare; disegnando e creando la struttura cerchiamo di rispondere a queste domande con landing page destinate ai servizi.

Struttura del sito
Architettura SEO ottimizzata – Fonte immagine

Ma anche pagine commerciali per valutare recensioni, opinioni, confronti e idee per l’acquisto. In alcuni casi parliamo delle silos page, contenuti che racchiudono come categorie una serie di risorse più specifiche. Poi possiamo valutare l’inserimento di un blog aziendale, perfetto per intercettare le ricerche informative e aumentare le visite del sito web.

In questa fase definiamo come verrà strutturato il sito web e come si navigherà, identificando le pagine più importanti ed escludendo quelle che non servono o che sarebbero duplicate.

Creare l’architettura del portale è il primo passo per fare un buon lavoro di SEO on-site, alleggerire il lavoro di scansione e indicizzazione, migliorare le visite e il posizionamento su Google.

SEO on-page

Definiti i punti strategici, guardiamo quelli operativi. La keyword research ci aiuta a trovare anche la struttura di una pagina web, definendo quella che è la parola chiave principale, più le correlate.

Ovvero parole chiave che aiutano a completare l’universo semantico di un argomento. Le keyword non servono a svolgere un compito compilativo, non devi mettere nella pagina web tutti i termini della lista: questo lavoro ti serve per capire cosa scrivere e come comunicare con il pubblico.

Analisi della SERP
Analisi della SERP per l’ottimizzazione SEO.

Infatti, per fare una SEO on-page di qualità dovresti valutare anche come è composta la SERP e con quali contenuti si posizionano i competitor. Ad esempio, nelle prime posizioni potresti trovare:

  • Immagini.
  • Video.
  • Tabelle.
  • PDF.

E altro ancora. Magari contenuti brevi, schematici, che non rispettano la classica equazione dei contenuti lungo uguale grande posizionamento SEO. Detto questo, ci sono dei punti essenziali per fare l’ottimizzazione SEO del sito web. nello specifico ricorda di ottimizzare al meglio:

  • Tag title.
  • Meta descripton.
  • URL.
  • Tag alt imamgini.
  • Link interni e in uscita.
  • H2, H3, etc.

Ovviamente a tutto questo aggiungiamo il contenuto, ovvero l’elemento utilizzato per soddisfare le esigenze dell’utente. Un buon lavoro di SEO copywriting include una scrittura semplice e diretta, non pensata per i motori di ricerca ma per comunicare nel miglior modo possibile con il pubblico.

Google premia i testi lunghi se il search intent è complesso e necessità di approfondimenti. Se basta un paragrafo per rispondere all’esigenza sarà questo il contenuto di qualità.

In fase di progettazione, assicurati che il sito web sia dotato di breadcrumbs e dati strutturati. Inoltre, dovresti confermare la presenza della sitemap.xml nella Search Console di Google. Questi elementi sono indispensabili per fare un buon percorso di ottimizzazione SEO on-page.

Page experience

Questo passaggio dovrebbe essere incluso nella SEO on-page ma merita un approfondimento a parte. Quello che dobbiamo sapere è semplice: oggi l’ottimizzazione SEO non riguarda solo la scrittura e la struttura della pagina web. Ma deve essere curato anche tutto ciò che migliora l’esperienza dell’utente sul portale. Ad esempio, la velocità di caricamento della pagina è decisiva.

page speed insight
La valutazione del Page Speed Insight di Google.

Devi creare delle risorse che si presentano rapidamente e per farlo devi iniziare dalla scelta dell’hosting – dischi SSD, HTTP/2, HTTP Keep Alive – all’uso di immagini leggere, meglio se WebP, e di un sistema di cache per creare delle immagini in memoria delle tue pagine web.

A tutto ciò si aggiunge la stabilità del caricamento, i tempi di reazione di tutto ciò che può essere cliccato. Sto parlando dei Core Web Vitals, gli elementi più importanti in una pubblicazione per valutare l’esperienza utente. A tutti questi si aggiungono altri parametri come la presenza del certificato SSL (HTTPS) e l’uso di un template mobile friendly e responsive.

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SEO off-page

Il concetto di SEO off-page riguarda tutto ciò che facciamo per ottenere delle menzioni e dei link da siti esterni. Questo passaggio è fondamentale per migliorare il posizionamento su Google. L’ottimizzazione SEO di un sito web deve prevedere una serie di tattiche e strategie per fare link building, ovvero per guadagnare in modo sistematico dei collegamenti ipertestuali in ingresso.

Parliamo dei famosi backlink che devono essere, secondo Google, naturali. Ciò significa che non devi forzare l’acquisizione di questi link, non li puoi né pagare con carta moneta, né ottenere con scambio di beni o servizi. Non puoi fare neanche scambio link tra due siti differenti.

Anzi, questa pratica è considerata inutile. Un tempo si utilizzavano molto guest post, comunicati stampa e directory per ottenere link in ingresso: oggi diversi aggiornamenti di algoritmo – il più famoso fu Google Penguin – hanno dettato regole ben precise per ottenere backlink.

link building

Il lavoro di ottimizzazione SEO off-page deve valutare con estrema attenzione le procedure per muoversi: bisogna, soprattutto, evitare i pattern riconoscibili e i link decontestualizzati. Ad esempio, collegamenti che si riconoscono per anchor text commerciale e sempre uguale, sulla stessa pagina e in un periodo di tempo breve sono spesso associati a pratiche spam per aumentare il Pagerank.

Analisi dati

Il lavoro di ottimizzazione SEO è un ciclo di Deming. Esiste un lavoro di search engine optimization prima di lanciare il sito web e uno che si fa con cadenza periodica dopo che si monitora con costanza l’andamento del ranking. Prima di iniziare con la parte SEO tecnica (struttura, on-page, off-page e local SEO) si individuano i risultati da raggiungere. Ovvero obiettivi che devono essere:

  • Semplici.
  • Utili.
  • Raggiungibili.
  • Definiti nel tempo.

E si controlla l’andamento dei KPI che vanno oltre il semplice traffico in ingresso ma comprende posizionamento delle keyword, backlink, qualità della visita (tempo di permanenza, pageview, click sulle landing, etc.) e conversioni. Inoltre, l’esperto SEO verifica traffico e ranking per scongiurare perdite di traffico causate da penalizzazioni manuali o algoritmiche, update di Google, competitor.

Quali sono i tool per l’ottimizzazione SEO?

Come puoi ben immaginare, un lavoro del genere non si svolge senza una serie di SEO tool professionali. Quelli di Google sono sicuramente i più famosi e utilizzati, anche perché gratuiti.

Mi risulta impossibile procedere nella lista dei migliori strumenti per fare ottimizzazione SEO di un sito web senza citare Google Analytics per monitorare le visite e Google Trends per scoprire come si muovono nel tempo le ricerche del pubblico. Ma il SEO tool per eccellenza è la Search Console.

Qui puoi scoprire per quali keyword si posiziona il tuo sito web, se ci sono errori di scansione e indicizzazione, se compaiono errori 404 da correggere e se hai dei problemi in termini di Core Web Vitals. Insieme a questi strumenti gratuiti per l’ottimizzazione SEO consiglio di trovare almeno uno a pagamento che soddisfi le tue esigenze per fare una buona keyword research. I più completi sono:

  • Semrush.
  • Seozoom.
  • Ahrefs.

Majestic ha una marcia in più per chi vuole lavorare con la link building e l’acquisizione dei backlink analizzando competitor e possibili fonti. A tutto questo aggiungiamo uno tool imprescindibile per fare analisi e audit SEO: Screaming Frog, un emulatore di crawler che scansiona il sito web e consente di trovare errori di struttura come i broken link, documenti 404 e pagine orfane.

Ottimizzazione SEO WordPress, i principi

Molti pensano che il miglior CMS per fare ottimizzazione SEO e posizionarsi su Google sia WordPress. In realtà noi sappiamo questo: non esiste una scelta preferita. Nel senso che per Google non c’è alcuna differenza, puoi posizionarti in alto con Joomla, Magento, Shopify.

Vale anche per siti web HTML statici. Anzi, in alcune circostanze conviene lavorare proprio in questa direzione. Allora perché spesso si parla di ottimizzazione SEO WordPress come una condizione essenziale? In realtà tutto dipende da tre step che fanno la differenza:

  • Semplicità: WordPress permette quasi a tutti di pubblicare e iniziare a fare SEO.
  • Diffusione: è il CMS più utilizzato sul web, ci sono tanti plugin e temi SEO friendly.
  • Community: ci sono guide ed esperti SEO ovunque che ti possono aiutare.

Paradossalmente, non è neanche la migliore base di partenza. Ad esempio, ci sono CMS di default più veloci di WordPress. Che però offre un buon compromesso tra pulizia del codice, semplicità d’uso e risorse disponibili. Ma quali sono i punti di partenza per l’ottimizzazione SEO WordPress?

Elimina gli archivi autore se non servono.

In primo luogo conviene usare WordPress SEO by Yoast che ti consente di agevolare una parte del lavoro. Ad esempio, con questa estensione puoi limitare la presenza di contenuti duplicati eliminando gli archivi utente e quelli per data: sono inutili nella maggior parte dei casi.

Attenzione alle pagine media

Poi hai la possibilità di disattivare le pagine media, opzione di WordPress che crea una pagina web per ogni immagine creata: una soluzione che moltiplica all’infinito la pubblicazione di thin content. Ovvero contenuti senza valore che appesantiscono la scansione e consumano crawl budget.

Migliora i permalink su WordPress

Una delle impostazioni per WordPress e per la relativa ottimizzazione SEO è quella dei permalink. Di default, quando crei un articolo del blog hai un URL poco SEO friendly, basato su un numero identificativo. Meglio utilizzare un permalink parlante. Ovvero, lo leggo e capisco il topic.

Migliora la struttura dei tuoi post.

Per fare questo devi settare le impostazioni permalink scegliendo la soluzione che riporta il titolo. Meglio eliminare la data di pubblicazione nell’URL: in questo modo crei un indirizzo pulito, non contestualizzato e aggiornabile senza dover fare redirect ogni volta che ripubblichi il contenuto.

Fonti e letture sull’ottimizzazione SEO

Strategie di marketing Visibilità online
categoria: Strategie di marketing Visibilità online
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