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Come si fa pubblicità online: tecniche e tipologie di advertising su internet

Pubblicato il: 6 Febbraio 2024 Autore: Maddl

La pubblicità online è un mezzo importante per dare visibilità al tuo brand. Grazie al pagamento di una somma, che può essere fissa o in proporzione, hai la possibilità di intercettare il tuo pubblico e aumentare le probabilità di conversione.


Impossibile iniziare un progetto di web marketing, soprattutto in settori competitivi, senza ipotizzare un budget da investire in advertising online. Attenzione, chiariamo subito: l’uso del termine “investire” lascia capire qual è la prospettiva per inquadrare questo argomento fondamentale.

Come si fa pubblicità online

Soprattutto se vogliamo approfondire il tema promozione digitale. Spesso gli imprenditori vedono la pubblicità su internet come un costo, una spesa. Magari una tassa da pagare per essere primi su Google o farsi trovare su Facebook e Instagram. Non è così, non è questo il modo di affrontare il mercato. Possiamo creare un sito web per avere una presenza sui motori di ricerca? Certo.

Creiamo anche dei profili ufficiali per essere rintracciabili sui social. Così abbiamo la possibilità di fare content marketing per guadagnare reach organica, come avviene ad esempio con il blog che resta uno strumento fondamentale per intercettare le ricerche informative. Ma per spingere le landing page e aumentare le conversioni serve la pubblicità online. Ecco le basi di questa materia.

Cos’è la pubblicità online, una definizione

L’ADV sul web è l’insieme di tecniche e strategie che permettono di creare dei contenuti promozionali, a pagamento, per intercettare un tipo di pubblico. Si tratta di uno dei tanti strumenti dell’inbound marketing, il paradigma che ci permette di far trovare il nostro brand al cliente nel momento in cui ha bisogno. Senza creare un’interruzione forzata e invadere le attività del pubblico.

Cos’è l’online advertising?

La differenza sostanziale tra l’advertising sui mass media, di vecchio stampo, e quelle dell’universo digitale è proprio questa: si prende coscienza della possibilità di fare pubblicità sul web senza sparare nel mucchio ma targettizzando con precisione il messaggio. Questo porta a 2 vantaggi:

  • Costi minori.
  • Maggiore efficacia.

Certo, non bisogna demonizzare la pubblicità sui mezzi di comunicazione di massa. In molti casi è la combinazione che fa la differenza e dà i migliori risultati. Alcuni brand trovano grandi benefici sfruttando la presenza online e offline. Quello che conta è avere ben presente obiettivi e target.

Perché dobbiamo fare pubblicità online?

Diciamo questo: non è un obbligo creare campagne pubblicitarie su internet. Ma in molti casi è impossibile (o molto difficile) ottenere dei buoni risultati in termini di conversione se non si investe in ADV. Perché i mercati sono molto competitivi e in alcuni casi si creano delle soglie d’ingresso.

Sono dei muri impossibili da superare senza un investimento concreto nella pubblicità via web. Facciamo un esempio: ha realizzato un e-commerce e hai investito il giusto per creare un sito web capace di aiutarti a vendere online. Hai lavorato sull’ottimizzazione SEO e sull’UX, ora lanci il tuo progetto e ti siedi in poltrona per attendere le vendite. Mi dispiace, oggi non funziona così.

Ora inizia il vero lavoro per portare il tuo shop online al successo: hai solo creato la base, adesso serve la giusta pubblicità su internet per portare in evidenza le tue schede prodotto. E fare in modo che le persone scelgano te, e non i tuoi competitor. Passaggio non semplice dato che abbondano.

Quanto costa la pubblicità su Google?
Quanto costa la pubblicità su Google – Fonte immagine

E sono particolarmente agguerriti perché la pubblicità online dà vantaggi evidenti a chi ha budget da investire. Quindi, ipoteticamente, chi mette più risorse sul banco può imporsi sulla concorrenza. Qui però entra in gioco l’abilità di chi sa fare web advertising strategico.

Inutile affrontare i colossi del web a muso duro, su aspetti molto competitivi: fare ADV digitale significa anche trovare nicchie di mercato, piccoli Oceani Blu ancora poco affollati che permettono di avere buoni margini di profitto. Ma per fare questo servono competenze e conoscenza del settore.

Meglio investire sui contenuti organici?

La differenza tra pubblicità su internet e contenuti organici: non paghi per ottenere visibilità. Quindi, ad esempio, nella SERP di Google abbiamo una piccola parte di snippet che si posizionano in alto per le keyword più competitive e che hanno un tasso di conversione interessante.

In questi circuiti si sponsorizzano soprattutto (ma non solo) le pagine rivolte alla vendita per fare in modo che le persone in cerca di prodotti o servizi trovino esattamente ciò che cercano.

Ecco come l’advertising online si inserisce nel processo di inbound marketing. Affiancandosi al lavoro di content marketing organico. Per realizzare una brand identity efficace e intercettare le persone giuste, ma anche per fare lead generation, non serve lavorare in un’unica direzione.

Nella maggior parte dei casi, la pubblicità su internet si fonde con la content curation, la pubblicazione di contenuti sul blog, il posizionamento organico e il community management.

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Quanti tipi di pubblicità online conosciamo?

Ci sono diverse tipologie di inserzioni pubblicitarie. Alcune sono particolarmente note e utilizzate, altre rappresentano delle nicchie specifiche per chi ha esigenze particolari. Possiamo dire che abbiamo 6 grandi settori della pubblicità on line che puoi usare per farti trovare.

Social Advertising

La pubblicità che fai sulle piattaforme social come, ad esempio, Facebook, Messenger, Instagram, Twitter, LinkedIn e TikTok. Questo tipo di attività si basa su software di proprietà – tipo il Business Manager di Meta – che consentono di attivare delle campagne creando delle inserzioni.

I percorsi sono guidati, nella maggior parte dei casi decidi gli obiettivi e definisci il target per poi creare delle inserzioni basate su copy e visual. Il contributo di professionisti in grado di ottimizzare e personalizzare le campagne può fare la differenza quando decidi di ottenere il massimo.

Come funziona il remarketing
Come funziona il remarketing – Fonte immagine

In molti casi è consigliato installare un pixel di tracciamento sul sito web per aiutare la piattaforma a creare un target più vicino possibile a quello che ti serve per ottenere i risultati utili all’utente. Gli utenti arrivano sul sito web ma lo hanno abbandonato prima di effettuare una conversione?

In questi casi possiamo lavorare sul remarketing, vale a dire le sponsorizzate che seguono le attività svolte dal pubblico (in forma anonima) e propongono delle creatività dinamiche in base alla navigazione svolta. Questo permette di ridurre i carrelli abbandonati e i mancati acquisti.

Paid Search

Tutta la pubblicità che fai sui motori di ricerca e, nello specifico, su Google. Esistono diversi modelli di ADV a pagamento per promuovere il tuo brand o il tuo sito web. Se hai un e-commerce puoi impostare delle campagne shopping oppure hai la possibilità di promuovere su app o nei video YouTube. Ovviamente, ci sono le campagne search e quelle display. La differenza?

advertising online
Pubblicità siti internet su Google.

Nel primo caso la pubblicità online appare nella pagina di ricerca, nel secondo sfrutti la collaborazione di altri siti web con il programma di monetizzazione AdSense per inserire banner e annunci nelle pagine web di siti a tema. Anche su Google Ads abbiamo la possibilità di creare campagne di remarketing per recuperare clienti che hanno già visitato il tuo portale.

Influencer marketing

Troppo spesso il lavoro degli influencer non viene considerato un parametro utile per l’attività di ADV online. In realtà non è così, stiamo parlando proprio di promozione su internet. Facciamo un lavoro di blogger outreach per identificare i nomi che ci interessano, magari lavorando proprio con i micro-influencer che permettono di presidiare settori molto specifici.

Poi chiediamo a chi detiene una visibilità più o meno ampia e specifica su una community di promuovere il nostro bene o servizio in cambio di un corrispettivo. Sì, bisogna pagare l’influencer per fare ADV. Questo deve avvenire in modo chiaro e trasparente, con campagne promozionali identificabili attraverso dei tag definiti dalle piattaforme che ospitano i contenuti.

Native advertising

Una nota prima di iniziare: gran parte dei formati pubblicitari sui social e Google riprende la formula del native advertising. Vale a dire un messaggio sponsorizzato che si confonde – pur essendo riconoscibile – con i contenuti organici. L’essenza del native advertising è la capacità di non interrompere la fruizione, integrandosi con il flusso di attività organiche e le scelte editoriali.

Native advertising
Esempio di native ADV su Il Corriere.

Quando parliamo di pubblicità nativa a sé ci riferiamo alle pubblicazioni che si fanno su portali, magazine e blog di settore. Si paga un corrispettivo e si fornisce un contenuto non commerciale, informativo e firmato da un brand che vuole intercettare il pubblico di una determinata nicchia.

ADV online, come funziona? Un esempio

Per capire come si muove la pubblicità sul web dobbiamo rispettare i pilastri della strategia di marketing che ci permette di individuare obiettivi (cosa voglio dalla pubblicità digitale), il target (chi voglio raggiungere), i contenuti da sfruttare nelle creatività e i KPI da osservare. Ovvero, quali sono i parametri numerici che devo individuare per capire se sto avendo successo o meno.

Per mostrare come funziona illustriamo un caso concreto, un esempio di campagna advertising online per un cliente. Ipotizziamo che l’azienda che ci ha chiesto un preventivo per fare ADV su internet sia un negozio di abbigliamento locale. Il cliente ha un budget limitato per la pubblicità.

Ma vuole esserci e superare i competitor. Quindi è importante concentrarsi sulle strategie che offrono un buon rapporto qualità-prezzo e che raggiungano il pubblico di riferimento con strumenti concreti, capaci di dare risultati in tempi ragionevoli. Ecco un possibile piano di pubblicità online.

Studia target e obiettivi

Per fare un lavoro di pubblicità web è fondamentale analizzare il pubblico dell’azienda che si vuole pubblicizzare online. Le tecniche per avere maggiori informazioni su questo fronte sono differenti, nelle attività più importanti e con audience nazionali si procede con survey e analisi di mercato.

Per contesti ridotti si può procedere con una buona keyword research con Seozoom o Semrush per avere il polso della situazione rispetto alle esigenze del mercato di riferimento. Come sempre.

Studia target e obiettivi

Il lavoro finale dovrebbe essere delineato dalla creazione delle buyer personas, rappresentazioni idealtipiche dei segmenti di mercato attraverso i caratteri degli individui ipotizzati.

Punta (se serve) su Google Ads

Investi una piccola parte del budget pubblicitario in annunci a pagamento su piattaforme come Google Ads e Facebook Ads. Utilizza strategie di targeting per mostrare le sponsorizzate alle persone interessate alla moda nella tua area geografica. Puoi utilizzare il retargeting per raggiungere le persone che hanno visitato il tuo sito web ma non hanno effettuato un acquisto.

Fai social media marketing

La pubblicità su internet ha bisogno dei social media per raggiungere il tuo pubblico. Crea una pagina aziendale su piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, LinkedIn e Pinterest. Pubblica contenuti originali, consigli, link che portano a fonti e immagini accattivanti dei prodotti.

Però sfrutta il circuito advertising. Crea delle sponsorizzate per coprire i diversi obiettivi, che vanno dalla brand awareness alla promozione e vendita. Utilizza le opzioni di targeting offerte dalle piattaforme per raggiungere il pubblico di interesse in base all’età, alla posizione e agli interessi.

Pubblicità online con influencer

Cerca influencer locali con una presenza online rilevante e un pubblico allineato con l’azienda. Offri la possibilità di provare i prodotti oltre al pagamento del servizio in cambio di recensioni.

Questo aiuterà a creare interesse e curiosità (si chiama buzz marketing) intorno al negozio e a raggiungere un pubblico più ampio. Ricorda che la pubblicità online non deve essere confusa con il passaparola spontaneo: crea sempre collaborazioni con influencer in grado di comunicare con chiarezza il rapporto commerciale tra il negozio e chi pubblica i contenuti.

Analizza i KPI per valutare

Il percorso di web advertising non può concludersi senza un lavoro di monitoraggio delle metriche scelte per capire se stiamo lavorando o meno nel modo giusto. La scelta dei KPI nella pubblicità online è funzionale al tipo di progetto che stiamo portando avanti per il cliente.

Pro e contro della pubblicità online

L’ipotesi di molti imprenditori e aziende: faccio advertising e ottengo i risultati. Non è così, dobbiamo sempre valutare il contesto, i competitor, le possibilità offerte e il budget disponibile. Di sicuro è vero che la pubblicità online permette di velocizzare l’acquisizione di risultati concreti.

Ma è giusto ricordare che non è così semplice operare in determinati contesti. Ci sono settori molto competitivi in cui l’advertising non è sinonimo di conversioni. Inoltre, spesso si dimentica un altro aspetto: è solo un pezzo della strategia. A monte c’è la creazione di un sito web efficace, delle landing page pensate per vendere, del giusto copy e di un visual adeguato.

Come puoi ben capire, se fatta male l’advertising diventa una spesa inutile. Per questo i nostri clienti si rivolgono a noi: sappiamo come organizzare campagne di advertising e pubblicità online per raccogliere frutti e risultati reali. Vuoi maggiori informazioni su questo fronte?

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